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MARTANO

Ubicato su un'altura a 90 metri sopra il livello del mare, Martano dista dal capoluogo salentino 20 Km.
La sua economia si basa quasi esclusivamente sull’agricoltura, e in particolar modo sulla produzione di olio e tabacco, e sull’artigianato anche se la piccola industria comincia ad essere presente con alcune fabbriche di laterizi e di mobili.


Cenni storici di Martano


Le origini di Martano, come per altri centri del Salento e in particolar modo della Grecìa Salentina, non sono certe, sicché storia e leggenda si coniugano.Il Tasselli attribuisce la nascita di questa cittadina agli antenati di Minosse, congiunti agli Ateniesi di Japige.
Da alcuni reperti storici si può affermare che Martano sia stato fondato dal centurione romano Martius, al quale spettarono le terre del Salento come dono per il valore dimostrato in battaglia, all’indomani delle lotte che portarono i romani, a cavallo del 267 A.C., alla conquista di queste terre.
L'emblema civico del paese e un centurione che doma un cavallo ribelle, simbolo che fu scelto dalla popolazione martanese come ricordo delle gesta del suo fondatore. L’emblema civico di Martano, inciso sulla porta d'ingresso della città, ormai distrutta, è accompagnato da una epigrafe in latino: "VIRUM IN SILICES VERTIT MARTIUS PEGASEUS AEGIDE", (Marzio Pegaseo trasforma con lo scudo di Zeus - l’egida - l’uomo in pietra).
Su questa iscrizione Gino Pisanò, uno studioso salentino ha dato una nuova interpretazione circa le possibili origini di Martano. Il Pisanò afferma, infatti, che non può essere stato Martius Pegaseus a fondare Martano in quanto Pegaseus è un termine dotto che nessun centurione avrebbe assunto come "cognomen". Questo termine per i latini aveva un valore aristocratico che, essendo Pegaso un cavallo alato delle Muse, veniva considerato come simbolo dell’ispirazione poetica e dell’immortalità.
Smontata, quindi, l’ipotesi del riferimento al mitico guerriero romano, Pisanò ha supposto che Marzio potrebbe essere lo pseudonimo di un anonimo umanista-poeta del luogo che adottò il nome di Martius; mentre il "cognomen" Pegaseus farebbe riferimento alla sua attività di poeta. Quest’ultima interpretazione ha reso più chiaro il significato dell’epigrafe, che, sulla base della nuova ipotesi, avrebbe il seguente significato: "Marzio Pegaseo con la sua sapienza rende l’uomo forte come la pietra". Il termine "Aegide" ritenuto di oscura interpretazione, viene qui inteso come "sapienza", essendo stato ricollegato non all’egida di Giove, bensì a quella di Minerva, Dea della sapienza, il cui scudo, aveva al centro, la testa di Medusa, madre di Pegaso, di cui Marzio pare fosse seguace.
Dopo la caduta dell'impero Romano, nel 476 Martano cadde sotto il dominio dei greci. Per cinque secoli subì l'influenza bizantina che determinò sostanziali mutamenti degli usi e costumi, che per certi versi persistono ancora oggi.
Nel 1190, il re Tancredi lo diede in feudo a Giorgio Roma a questo succedettero poi nel 1545 i Bucale, nel 1591 i Demonti, nel 1698 i Marchese, nel 1742 i Brunossi, ed in fine nel 1748 Sebastiano Gadelata che comprò il feudo per 50.000 ducati.


Monumenti,eventi a Martano


Le caratteristiche dell' “Antica Terra” nome con cui si definiva il centro storico di Martano richiamano la chora bizantina, originariamente cinta da torri difensive e dal castello con un ampio fossato ripetutamente modificato, sì da apparire più che altro un palazzo marchesale.
Del Castello, realizzato intorno al XV secolo, da Ferdinando e Alfonso d'Aragona, per proteggere la città dalle invasioni dei Turchi, sono presenti attualmente le torri cilindriche e i muri scarpati, a testimonianza della concezione militaresca del castello, che però, col passare degli anni è divenuto residenza signorile.
Assieme al castello furono realizzate delle mura con sei torri di vedetta e un fossato. Si suppone ci fossero quattro porte per poter accedere all’interno della città, ma si hanno notizie certe solo di due, una delle quali, Porta Grande o Portella, si trovava ad oriente mentre l’altra, chiamata Porta Piccola, era situata a occidente.
Gli edifici sacri più importanti sono: la Chiesa Parrocchiale dedicata all'Assunta (patrona, festeggiata il 15 agosto),la cappella del Carmine (XVIII sec.); la cappella dell'Immacolata (XVII sec.), il monastero di S. Maria della Consolazione (1685) dei monaci cistercensi di Casamari, rinomato per la confezione di liquori e infusi di erbe: tra cui il noto amaro di San Bernardo e la Goccia Imperiale preparata rispettando un'antica ricetta del '700, la Chiesa della Madonnella,
Dedicata alla Madonna dell'Assunta la Chiesa Parrocchiale fu con molta probabilità ricostruita da maestranze neretine intorno alla fine del XVI secolo. L'interno è a tre navate e la piante è a croce latina con coro ottagonale; piuttosto spoglia di decorazioni ha un organo degno di nota e una importante tela, opera do Oronzo Tiso che raffigura l'Annunciazione. Il portale è finemente decorato e ricorda quello della Chiesa della Madonna delle Grazie di Galatone anch'esso opera di maestranze neretine.
La Chiesa dell'Immacolata, costruita intorno alla fine del '600, ha un prospetto scandito da due ordini di paraste doriche e ioniche ed un portale riccamente decorato, mentre è stato aggiunto nel secolo scorso il timpano triangolare. La pianta è rettangolare con volta a botte; decorazioni e statue di santi fanno da contorno all'altare maggiore posto sullo sfondo che reca ancora le originali dorature.

E' del XVIII secolo la Chiesa della Madonnella, una costruzione elegante a navata unica opera probabilmente dell'artista Margoleo.
Sulla serra tra Caprarica e Martano sopravvive la “Specchia dei Mori” conosciuta anche come "Specchia del diavolo" (secla tu demonìu); che secondo la leggenda, nasconderebbe un tesoro formato da una chioccia e dodici pulcini d'oro, ma custodito dal demonio.
La Specchi dei Mori (dal latino speculare) pare fosse una torre di vedetta, e a confermare questa ipotesi c’è il fatto che è situata su di un altopiano. Dall’alto della Specchia si può infatti guardar giù fino all’Adriatico e quando la visibilità è buona si possono vedere le navi che transitano in queste acque. Nel territorio martanese sono presenti ancora oggi dei monumenti che testimoniano un’antichissima presenza antropica precedente forse l’età del bronzo: i Menhir.
Il più importante è senza dubbio il Menhir di San Totaro o “de lu chiofilu” o più comunemente definito dalla popolazione “colonna”. Questo Menhir pare sia il più alto monolite pugliese, misura infatti m.4,70 di altezza e cm. 48 x 33 di larghezza.
Recentemente è stato riportato alla luce un antico “trappeto” ipogeo, grazie ad un lavoro di ristrutturazione e di recupero artistico.

Eventi a Martano:

14-15 agosto festa Patronale "Madonna dell'Assunta

2 Febbraio "Fiera della Candelora"Tratta prodotti dell'agricoltura, allevamento di bestiame, attrezzature per l'agricoltura e l'artigianato, prodotti dell'artigianato e dell'indistria; in essa trovano spazio tutti i settori merceologici.

Seconda decade di giugno "Fiera di San  Vito",Tratta prodotti artigianali agricoltura ed allevamento.

Sagra della Volia cazzata (oliva schiacciata)nella terza decade di ottobre.Promuove i prodotti tipici salentini in particolare l'olio d'oliva.



COME ARRIVARE:


AUTO:

Strada Statale ss 16 adriatica Lecce Maglie.

Strada provinciale 48 Martano Otranto.

AEREO:

Aereoporto internazionale con sede a Brindisi.  

Aereoporto internazionale di Bari Karol Wojtyla

TRENO:

Stazione centrale FFSS di Lecce.



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